venerdì 8 maggio 2009

Niccolò Ghedini: "Grazie a Berlusconi ho ripreso a vivere"


Niccolò Ghedini è la testimonianza vivente di come sia possibile, in certi casi, fare persino ritorno dall'aldilà. Sentiamolo: "Circa 15 anni fa, durante le riprese del serial "La notte dei morti viventi" in cui interpretavo la parte dello zombie che esce dall'armadio, mi cascò in testa un albero di banano". L'impatto fu mortale e Ghedinì è rimasto morto per circa 14 anni. Poi il miracolo, come racconta Schifani: "Silvio lo fece disseppellire e dopo aver pronunciato una strana formula magica ("Processo! Mills! Parlamento! Niccolò, alzati e candidati") Ghedini si ridestò". Ed è proprio Niccolò Ghedini, protagonista di questo straordinario evento, che nei prossimi giorni si farà carico di presentare in Parlamento un lodo che prevede che i parlamentari del Pdl e le prime quattro cariche dello Stato tranne Napolitano, rimangano in carica fino alla totale e accertata decomposizione del corpo. Entusiamo per la proposta ha manifestato il Santo Padre nel corso dell'Angelus: "Spero - ha affermato Ratzinger - che questo provvedimento riguardi anche il sottorscritto percHé è ora di dare una taglio a quella espressione pagana che recita "morto un papa se ne fa un altro".
Nella foto l'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, prima e dopo la propria resurrezione.

giovedì 7 maggio 2009

Jan, 41 anni, detenuto: "Mio figlio è morto e non mi hanno detto nulla"


Il mio nome è Jan. Sono un cittadino polacco e ho 41 anni. Dal 2005 sono detenuto nel carcere di Civitavecchia. Tra poco finirò di scontare la mia pena e sarò un uomo libero. Una libertà che per me avrà un sapore amaro. Infatti il 14 marzo mio figlio Gregori è morto in un incidente stradale.
E’ stato investito a Santa Marinella, località balneare vicinissima al carcere di Civitavecchia, mentre tornava dal lavoro. Gregori aveva solo 20 anni. Il fatto è che dell’incidente di mio figlio, anche se avvenuto a pochi chilometri da dove sono detenuto, nessuno mi ha detto nulla.
Nessuno del carcere di Civitavecchia mi ha avvisato che quel 14 marzo mio figlio era ricoverato in fin di vita in ospedale, che era stato operato, ma che non aveva superato l’intervento. Non un educatore, non un dirigente del carcere mi ha informato.
Eppure la legge, o meglio l’art. 29 dell’ordinamento penitenziario, prevede che al detenuto sia dato tempestivo avviso del decesso o di una grave malattia di un prossimo parente.
Ed invece io, in barba alla legge e a quel minimo senso di umanità, ho saputo della morte di mio figlio ben undici giorni dopo.
Ma non solo. Il ritardo con cui mi è stata data la notizia della morte di mio figlio mi ha di fatto impedito di chiedere un permesso per andare ai suoi funerali. Insomma, io detenuto mi sono trovato a fare i conti non solo con la notizia di un figlio morto 11 giorni prima, ma anche con l’impossibilità di essere presente al suo funerale.
Il 25 marzo i miei fratelli, che abitano all’estero, mi sono venuti a trovare in carcere. E’ stato allora che ho saputo di mio figlio. Durante quel terribile colloquio mi hanno detto dell’incidente, di come è morto mio figlio e della decisione, da me condivisa, che fossero donati i suoi organi.
Il giorno successivo la direzione del carcere di Civitavecchia mi ha fatto compilare un modulo per essere autorizzato dal magistrato di sorveglianza a visitare la tomba di mio figlio.
Il 3 aprile, il magistrato mi ha concesso il permesso e così mi hanno messo dentro a un furgone della polizia penitenziaria. Lì, chiuso in una gabbietta e ammanetato, mi hanno trasportato nel cimitero di Roma a Prima Porta.
Arrivati al cimitero, mi hanno tolto le manette e mi hanno portato sulla tomba di mio figlio. C’ero io, vestito come un barbone e senza neanche un fiore, cinque agenti e un impiegato del cimitero. Difficile descrivere come mi sono sentito in quel momento.
Tornato nel carcere di Civitavecchia, il medico mi ha prescritto dei tranquillanti. Tranquillanti che, a dire del medico, potevo prendere in infermeria quando mi sentivo agitato.
Dopo pochi giorni, il dolore per la morte di mio figlio si è fatto ancora più insopportabile e sentivo che per la disperazione stavo perdendo la lucidità. Così ho chiesto all’agente, che era in sevizio, di potermi far uscire dalla cella per andare in infermeria e prendere i tranquillanti. Ma quell’agente, con tono arrogante, mi ha detto che non potevo andare in infermeria perchè non ero nell’elenco di chi poteva assumere degli psicofarmaci.
Io ho provato a spiegargli la situazione che stavo vivendo. Gli ho anche suggerito di chiamare il medico per avere una conferma, ma è stato inutile. Quell’agente ad ogni mi parola diventava sempre più arrogante, tanto che ad un certo punto mi ha detto: “Ma chi comanda qui? Tu? Ma tu non sei nessuno! Hai capito? Ne-ssu-no!”.
Morale, sono rimasto in cella con la mia disperazione e con un pensiero che si faceva sempre più insistente nella mia mente. Forse quell’agente aveva ragione. Io non ero nessuno. Infondo i fatti parlavano chiari. Io sono solo un detenuto, uno senza diritti. Neanche quello di sapere che suo figlio è morto. Sono solo un detenuto, che non ha diritto neanche di andare al funerale di suo figlio. Io non sono nessuno.

martedì 5 maggio 2009

Esclusiva. Le foto originali del compleanno di Noemi


Eccole, finalmente, le verità scomode che le foto "tarocche" passate alla stampa non ci hanno rivelato. C'era proprio di tutto al party di Casoria. Guardate un po'.














































Il velo (pietoso) di Noemi


A tutto c'è rimedio e anche agli attacchi dissennati della moglie di un premier che non riesce a cogliere il rischio di una sfuriata pubblica alla vigilia delle elezioni europee . L'allusione sulle minorenni, poi! Quella davvero non è accettabile. E mentre oggi "L'Avvenire" sferra l'ennesimo attacco a Silvio Berlusconi, il Cavaliere diffonde le foto "rassicuranti" della festa di Noemi (sorprendentemente non esiste alcun video). E che foto!
1) Curiosamente, Noemi non appare vicino a Berlusconi, vera guest star della serata.
Tradotto: Tranquilli, io non "frequento" le minorenni.
2) Berlusconi è sempre ritratto assieme a uomini, coppie, donne anziane o lavoratori.
Tradotto: Tranquilli, io non sono un"Pisello irrefrenabile" venuto a Casoria a fare il lumacone ma un sobrio amicone di famiglia.
3) Le foto (poco importa se taroccate) puntano a tranquillizzare gli elettori cattolici e a restituire l'immagine di un premier alla portata di tutti.
Tradotto: Tranquilli, la stampa diffonde falsità
4) Tuttavia, il vero capolavoro del servizio di "Chi" è nella prima foto, quella che sintetizza la festa, ossia il velo (ritoccato) di Noemi. Un dettaglio che tende a sacralizzare la ragazza rimandando alla purezza della Vergine inviolabile.
Tradotto: Tranquilli, le allusioni di Veronica (velina ingrata e sobillata) sono ingiuste e diffamanti.
Ma sì. Stendiamo un velo pietoso.

lunedì 4 maggio 2009

L'Economist: La Berlusconizzazione dell'Italia


Se c’è qualcuno che vive una buona recessione, di certo quello è il primo ministro Italiano, Silvio Berlusconi. L’Italia sta certamente attraversando un periodo di crisi: il Fondo Monetario Internazionale prevede una caduta del PIL del 4,4% per il 2009, più alto rispetto alle previsioni accreditate per Gran Bretagna, Francia e Spagna. Ma Mr. Berlusconi resta significativamente più popolare degli altri leader europei. Il suo indice di gradimento questo mese, misurato da IPR Marketing per il sito web de a Repubblica, registra attualmente più del 56%. Una possibile spiegazione è che, dopo più di un decennio di scarsa popolarità in confronto agli altri leader dell’Unione Europea, gli Italiani si siano ormai abituati alle sofferenze economiche. E dato che le loro banche sono state meno intraprendenti (o precipitose) di quelle americane e inglesi, nessuna ha fatto fallimento, risparmiando a Mr Berlusconi il suicidio politico che sarebbe derivato dall’utilizzo degli introiti della tassazione per salvare la pelle dei ricchi uomini d’affari. Eppure il suo indice di gradimento era in calo – fino al terremoto che ha colpito L’Aquila il 6 Aprile scorso. La risposta di Mr Berlusconi al terremoto sembra spiegare l’ultimo picco di popolarità. Ha passato quasi una settimana nella zona colpita dal disastro e non si è mai offerto di sistemare alcuni sopravvissuti a casa sua. Il 23 Aprile ha compiuto un audace passo avanti, dicendo che avrebbe voluto sistemare l’incontro del summit dei paesi-ricchi, il G8 di Luglio, all’Aquila, in modo da ottenere più fondi per la ricostruzione della città. Lo stesso giorno ha annunciato un generoso fondo di 8 bilioni di euro (10 bilioni di dollari) in aiuto delle zone terremotate (si è chiarito poi che questa cifra sarà ripartita in non meno di 22 anni). La risposta di Mr Berlusconi al terremoto evidenzia un altro aspetto che i suoi sostenitori addicono come spiegazione al suo indice di gradimento. Come ha detto uno dei suoi Ministri, “questo è il primo governo, dopo la seconda guerra mondiale, che dà agli italiani la sensazione di un direttivo decisionista sul tipo comune in Europa”. Ciò contrasta con il suo precedente periodo al potere, 2001-2006, in cui Berlusconi ha dovuto affrontare ripetute rivolte interne. Molte causate dall’Unione dei Cristiani Democratici, che spaccarono la coalizione di centrodestra prima delle elezioni dell’Aprile 2008 che hanno riportato la destra al potere. L’attuale governo di Mr. Berlusconi è ben lungi dall’essere omogeneo. Nello scorso marzo, due delle sue principali componenti - il suo partito Forza Italia e Alleanza Nazionale nata dal movimento neofascista – si sono fusi in un'unica entità, il Popolo della Libertà. Degli altri due partiti della coalizione, solo la Lega Nord ha il peso parlamentare per far cadere il governo. Alle critiche a Mr. Berlusconi, la spiegazione della sua diffusa popolarità mostra una realtà diversa. E cioè che Berlusconi raccoglie il beneficio di un’influenza a lungo termine sulle opinioni dei suoi connazionali e non in confronto a possibili rivali politici. Tutti gli italiani sotto i 30 anni hanno maturato la loro opinione politica in un paese in cui Mr Berlusconi e la sua famiglia controllano metà delle emittenti televisive, una delle quattro testate nazionali, uno dei due principali editor e la più grande casa editrice nazionale. Il suo possesso dei media ha cambiato le opinioni e anche il significato delle parole. Quando Berlusconi è entrato in politica nel 1994, erano in pochi a dar credito alle sue rivendicazioni di vittima dei conniventi giudici comunisti; oggi è ampiamente creduto. Quindici anni fa, un azzurro era una persona che rappresentava l’Italia nelle gare sportive internazionali e un moderato era un centrista. Oggi, azzurro è uno che rappresenta Berlusconi in parlamento; un moderato è uno che lo vota. Il sottotitolo di Berlusconizzazione dell’Italia potrebbe aiutare a spiegare una tendenza che è nata nel paese negli ultimi 12 mesi. Che non è solo che l’opposizione ha diviso e le unioni si sono divise. È la convinzione che ha preso piede nella maggior parte della società italiana che il primo ministro resterà in carica a tempo indeterminato. “Devo ammettere che non vedo alternative a Silvio Berlusconi” ha detto Gabriele Muccino, un regista e uno dei diversi intellettuali ed artisti che hanno di recente espresso opinioni simili. Sembra una battuta in un paese in cui i politici hanno speso 15anni della loro vita per creare un sistema bi-partisan. È di cattivo augurio per le future riforme economiche, in cui Mr Berlsuconi infatti dimostra poco interesse. Ed è anche preoccupante per qualunque democrazia, soprattutto dopo aver visto il contesto delle azioni e delle parole dello stesso primo ministro. Il suo nuovo partito è antidemocratico cosi come lo era Forza Italia. Berlusconi è stato acclamato, e non eletto, leader al congresso di fondazione che si è tenuto il mese scorso dandogli il diritto di nominare l’esecutivo. Mr. Berlusconi quotidianamente denigra il potere giudiziario e, dopo il suo ritorno al potere, sta diventando sempre più sprezzante della legislatura e dell’iter legislativo. Il suo uso governativo delle procedure dispositive che abbreviano l’iter parlamentare è stato criticato anche dal suo stesso alleato Gianfranco Fini, il precedente leader di Alleanza Nazionale e ora portavoce della camera-bassa della Camera dei Deputati. Mr. Berlusconi ha cercato di giustificare l’adozione di numerosi dispositivi adducendo che la miriade di controlli e verifiche rendono l’Italia del tutto ingovernabile. Ma, come ha replicato lo stesso Presidente Giorgio Napolitano, questo punto di vista porta a “soluzioni autoritarie”. In fondo, il sistema legislativo è stato creato precisamente allo scopo di prevenire il ritorno di un altro dittatore come Benito Mussolini. Sono in pochi a credere che ci sia il serio rischio di rivedere quei brutti giorni. Ma diversi libri usciti di recente hanno sottolineato la portata dell’ascendente di Berlusconi sulle masse e hanno posto domande su come intende sfruttarlo. Massimo Giannini, uno di questi autori, nota che il suo obiettivo “non è una dittatura in senso classico ma…una moderna forma di ‘totalitarismo’ post ideologico”. La ragione più forte a sostegno delle preoccupazioni diffuse è nelle stesse parole pronunciate da Mr. Berlusconi. Al congresso inaugurale del suo nuovo partito, ha ricordato a 6000 e oltre delegati presenti che “la sovranità appartiene al popolo”. Ma ha anche dichiarato che il suo è “l’unico partito che definisce l’identità del nostro popolo”. Infatti, ha detto, “dobbiamo essere un popolo e non un semplice partito”. Sa di puro populismo. I sostenitori di Mr. Berlusconi dimenticano tutti questi timori, insistendo che il suo unico obiettivo a lungo termine è la presidenza della Repubblica (..benché, forse, dopo una riforma costituzionale che renda la carica ben più forte di come è oggi). Il 25 Aprile, il giorno in cui gli Italiani celebrano la liberazione avvenuta nel 1945 grazie agli Alleati, il primo ministro ha offerto il suo sostegno perché aspira a condurre una nazione e non solo la destra. Ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni. Dopo aver ritirato un controverso decreto che avrebbe concesso gli onori e le pensioni ai martiri della militia mussoliniana. Ma Mr Berlusconi ha anche colto l’occasione per suggerire che il nome della festa nazionale dovrebbe essere cambiato. Non dovrebbe più essere il giorno della liberazione ma della libertà. Come dire, per esempio, il Popolo della Libertà?


30 aprile 2009 - Dall’Economist edizione cartacea - Tradotto per il blog di San Precario da Leandra Negro

Milano e Napoli come Gaza. Affidata agli israeliani la sicurezza di metro e ferrovie


Tranquilli. La sicurezza targata Mossad sbarca in Italia. Viaggiare sulle ferrovie della Nord Milano o sulla metropolitana di Napoli, da oggi, diventa un affare sicuro: quasi più di Gaza. A patto, però, che non ricordiate nemmeno lontanamente un arabo o che i vostri zaini e le vostre borsette non insospettiscano i meticolosi addetti alla security sfornati da Tel Aviv e più precisamente dalla società di contractors israeliana G.Team Security Ltd (http://www.gteamsecurity.com/), cui le aziende di trasporto locale hanno appaltato i servizi di sicurezza. Mica poco se si pensa che l'attuale General Manager di GTeam, nella sua precedente esperienza professionale, è stato il direttore della "Security Division" delle ferrovie Israeliane che -rassicura la società (http://www.formazioneseaf.it/GTeam_Security_Profilo.php)- "in questa veste ha sviluppato i principi della "security", i piani di sviluppo e quelli operativi, la filosofia della protezione delle infrastrutture, ha definito le risorse da dedicare alla sicurezza, le loro procedure ed i loro programmi formativi in funzione delle esigenze". In altre parole, ad ispirare metodi e procedure della sicurezza a Napoli e Milano è la stessa "filosofia" messa in campo in Israele. Insomma, possiamo stare tranquilli.

domenica 3 maggio 2009

Sondaggio top secret: in un anno il Pd perde un terzo dell'elettorato


C'è un dato clamoroso che si muove nei fondali della politica e riguarda le elezioni europee di giugno. E' il risultato di un sondaggio "top secret" -datato 18 aprile- commissionato dalla "sinistra radicale". A tirarlo fuori è stato il sito Affaritaliani.it (http://www.affaritaliani.it/politica/sondaggio-berlusconi-pd-pdl210409.html) che ha avuto modo di consultare i numeri di quella che per qualcuno sarebbe la fotografia di un disastro. Per il Pd, innanzitutto che in un anno, e cioè dalle Politiche del 2008, ha infatti perso ben dieci punti, scendendo al 23,6%, pari a quasi un terzo dell'elettorato. A beneficiare di quest'erosione, in una buona parte, sarebbe l'Italia dei Valori. Il movimento di Antonio Di Pietro balza infatti al 7,5% con un incremento di tre punti percentuali in dodici mesi. Salgono anche le formazioni radicali. Sinistra e Libertà di Nichi Vendola, Sd, Verdi e Socialisti supererebbero lo sbarramento del 4% previsto per l'EuroParlamento attestandosi addirittura al 5,5%. Molto bene anche l'unione tra Rifondazione Comunista e Pdci, che raggiungerebbero il 5%. In totale la sinistra radicale si proietterebbe sul 10 per cento. In parte si tratta di consensi sottratti ai Democratici e in parti di voti provenienti dall'area dell'astensione. Gli altri di Centrosinistra si fermano allo 0,5%. Quanto alla maggioranza il Popolo della Libertà si conferma in crescita, al 41,5%, ma senza l'exploit evidenziata da altri istituti di ricerca. Ottimo il dato della Lega Nord, che cresce dall'8,3% dell'anno scorso (Camera) al 9,6 e si conferma il terzo partito d'Italia. Altri di Centrodestra all'1,3%. Non sfonda l'Unione di Centro, che, anzi, arretra dal 5,9% delle Politiche al 5,5.

I rumors, intanto, si rincorrono: lunghe telefonate sono in corso tra Franceschini e i big del partito, Veltroni compreso. Obiettivo? L'unità del partito in vista delle Europee. Nulla di più difficile.

sabato 2 maggio 2009

Gli impresentabili che ci fanno rimpiangere le veline


A pochi giorni dalla sfuriata mediatica di Veronica Lario, che ha mandato in fumo in un sol colpo le candidature delle "escort" del Pdl (ad eccezione di Barbara Matera) c'è da chiedersi se non siano preferibili veline e letteronze alle schiere di "impresentabili" che affollano le liste della prossima tornata elettorale europea. Ciarpame puro al 100%, un quadro un po' trash e un po' losco dentro il quale c'è davvero di tutto: dai figli di Casa Savoia ai fans della mortadella. Vediamoli assieme:

Nino Strano. Un condannato dai modi sobri, eleganti, celebre per il suo pic-nic a base di mortadella a Palazzo Madama. In Senato non si tira indietro quando si tratta di apostrofare i propri rivali politici con locuzioni del tipo "Sei un Cesso Corroso! Sei un Frocio Mafioso! Sei una Checca Squallida! Sei una Merda!". E' da poco stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione per abuso d'ufficio (assieme al Sindaco Scapagnini, medico personale di Berlusconi, quello che gli prepara intrugli e supposte di lunga vita per farlo arrivare a 120 anni, ricordate?), nonché indagato per la voragine del bilancio catanese. Dite "Impresentabile"? Per lui è un complimento.

Clemente Mastella. A volte ritornano, anzi nel suo caso ritornano sempre. Già , perché la politica italiana non pu fare a meno dell'Homo Corruptus per eccellenza, del testimone di nozze del braccio destro di Provenzano, dell'inventore dell'indulto salva-Previti, dell'Ammazza-De Magistris, delle clientele e del Voltagabbanismo isterico.

Aldo Patriciello. Povero Aldo, uno dei pochi sfigati a cui è stata negata l'immunità Parlamentare (europea), e forse per questo ha deciso di riprovarci. Come si possa votare di questi tempi un imputato per reati urbanistici e violazione di norme ambientali (processo "Piedi D'Argilla") non è dato sapere ma così è. L'Accusa è Micidiale: aver messo sabbia nel cemento armato utilizzato per la costruzione dei Piloni della Variante. Al Patriciello non piace farsi mancare nulla, e per sedare ogni dubbio può sfoggiare anche una Condanna Definitiva per Finanziamento Illecito. Pregiudicato doc, non poteva che arrivare dalle fila Udc.

Vito Bonsignore. Oh, eccoci ai grandi Classici. Condannato in via definitiva a 2 anni per Tentata Corruzione, e dico tentata, perché non fece in tempo ad incassare la Grana. La Magistratura non glielo permise. Ma non preoccupatevi troppo, ha un conto in Liechtenstein da 5,5 milioni di €. Gli permetteranno di vivere comunque dignitosamente. Democristiano purosangue, anche Don Vito ha optato per passare dall'Udc al Pdl. L'Unione dei Cuffaro non gli dava abbastanza garanzie. D'Impunità.

Emanuele Filiberto. Fondatore di "Valori e Futuro, "Sua Altezza Reale" (si definisce ancora così http://savoia.blastness.com/documents/INTERVISTAMIMAGAZINE07.pdf) garantisce che gli italiani sono ancora legati alla Famiglia Reale e che non disdegnerebbero di tornare "alla tradizione". Uno che ha le idee molto chiare: "Sessant’anni di esilio hanno tentato di cancellare questo legame, ma, mi creda, in soli tre anni siamo riusciti a ricreare questo rapporto unico tra la mia famiglia e la gente comune; girando per l’Italia mi sono reso conto che mi sento parte degli italiani e che moltissimi italiani dentro di loro hanno un legame speciale con Casa Savoia."

Vittorio Sgarbi. Lo conosciamo tutti, purtroppo. Tra le sue ultime iniziative ce n'è una di grande pregio: ha acquistato il marchio "Mafia".

Ciriaco De Mita. Sarà il giovanissimo esponente della Vecchia Repubblica a capeggiare al Sud le liste dell'Udc. La notizia vera è che ancora vive.

Roberto Carlino. Sosia di Berlusconi e presidente di Immobiliardream. Il suo slogan la dice lunga sul personaggio: “Vivo nell’insana illusione di piacere alla gente, dunque ora mi uso come testimonial al risparmio”. Insomma, la caricatura di Berlusconi. Da qualche tempo, naviga sulle onde delle frequenze televisive. Prima in sordina, poi sempre più frequentemente, i suoi spot sono passati per tutta la stagione estiva sulle reti Mediaset e adesso sono visibili anche su internet.

Iva Zanicchi. Chiudiamo in leggerezza. senza condanne, la Velinotta più amata da chi porta la Dentiera, fedelissima Mediaset, in Europa ci sta bene. E allora mi chiedo, cosa c'è di peggio che esportare Iva Zanicchi in Europa? Beh, farlo in maniera recidiva è un buon inizio.

Dalle carrozze padane alle carceri al Photoshop. Le 14 proposte di legge più assurde del Parlamento

Tutto si può rimproverare ai nostri parlamentari meno che non siano creativi quando si tratta di produrre leggi. Ecco una sintesi dei progetti di legge pronti ad essere approvati da Camera e Senato:


Istituzione del museo delle carrozze storiche lombarde nella Villa Reale di Monza (Grimoldi, Lega Nord);
Introduzione della celebrazione di matrimoni in lingua locale (Vanalli, Lega Nord)
Depenalizzazione e legalizzazione della pratica del naturismo (Poretti, PD + Massidda, PDL)
Disposizioni in materia di macellazioni effettuate secondo riti religiosi (Ghigo, PDL)
Disposizioni per l’avvio di un programma sperimentale di posizionamento di stampe fotografiche di grandi dimensioni sui muri perimetrali esterni delle strutture carcerarie (Vicari, PDL)
Disposizioni in materia di interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei limoneti del lago di Garda (6 progetti di legge in materia!)
Disposizioni per la valorizzazione e la promozione della "sfoglia emiliano-romagnola" e disciplina della relativa professione (Miglioli, PD)
Istituzione in Frosinone di una sezione distaccata della Corte di appello di Roma e della Corte di assise d'appello di Roma (proposto da Tofani, PDL, casualmente di Frosinone)
Corresponsione di borse di studio ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione universitarie negli anni dal 1983 al 1991 (proposto da De Lillo e Barani, PDL, entrambi medici che hanno ottenuto la specializzazione in quel lasso di tempo)
Istituzione in Bergamo di una sezione staccata del tribunale amministrativo regionale della Lombardia (proposta di Lussana, Lega Nord, casualmente di Bergamo)
Attribuzione all'idroscalo di Como della qualifica di "aeroporto di interesse nazionale" (proposta da Brutti, PDL, casualmente nato e residente a Como).

E Cossiga?
Bizzarro, invece, il Disegno di Legge del senatore Francesco Cossiga che propone una sovvenzione statale di 10 milioni di euro all'anno per Emergency, a patto che quest'ultima non faccia lavorare come chirurghi per le amputazioni uomini di Hezbollah, di Hamas, o che siano cittadini afgani e iracheni.

E Farina?
E poi c'è la proposta di schedatura dei cittadini musulmani che intendano far parte di comunità organizzate, proposta dall'onorevole Renato Farina (PDL), giornalista di Libero ed ex collaboratore del SISMI, condannato per favoreggiamento per il sequestro di Abu Omar,

E Laboccetta?
E che dire della proposta dell'onorevole Laboccetta (PDL), impegnato in una battaglia finalizzata ad impedire la pubblicazione di qualsiasi notizia a proposito di procedimenti giudiziari per i quali siano trascorsi più di 5 anni. In altre parole, se oggi volessimo leggere una qualsiasi informazione sul processo a carico di Bettino Craxi non potremmo farlo, pena 3 anni di carcere.

E Ichino?
E ancora, la geniale proposta che vede come primo firmatario il serafico Pietro Ichino (PD): lo sciopero virtuale. Si tratta di istituire la possibilità per i lavoratori di dichiarare un giorno di sciopero, nel quale si resterà regolarmente al lavoro, ma senza ottenere la retribuzione per il lavoro svolto.


Fonte: i siti Internet di Camera e Senato

Taranto, sparano nel centro sociale. Ferito un diciottenne


Un giovane di 18 anni è rimasto ferito in un agguato avvenuto poco dopo la mezzanotte di ieri nel centro sociale ‘Cloro Rossò di Taranto. Alcuni uomini con il volto coperto da passamontagna sono entrati nella struttura e hanno sparato sette colpi di pistola, tre dei quali hanno ferito il diciottenne alle gambe. Subito dopo gli autori dell’agguato sono fuggiti. Il ferito, condotto nell’ospedale ‘Santissima Annunziatà, è stato dichiarato guaribile in 30 giorni. Indagini sono state avviate dalla polizia per risalire ai responsabili. Solidarietà al centro sociale, che in questi mesi si è distinto per una incessante campagna contro l'inquinamento in città- è stata espressa da Peacelink, dal "Comitato per Taranto" e da Rifondazione comunista secondo cui, con quest'atto, "la malavita del posto ha ottenuto il suo scopo, far chiudere il centro sociale (ora sottoposto a sequestro giudiziario) che nella sua attività di recupero sociale e culturale del quartiere è diventato chiaramente un ostacolo alle attività illecite".






venerdì 1 maggio 2009

L’Aquila: chiedono un permesso per i funerali di Stato, licenziati in 120


Hanno chiesto al datore di lavoro di fermare per un’ora la produzione in occasione dei funerali di Stato e del lutto nazionale per le vittime del terremoto in Abruzzo e per questo sono stati licenziati. È successo ai 120 lavoratori della Santa Croce di Canistro, azienda delle acque che ha sede a pochi chilometri di distanza dall’epicentro del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo lo scorso 6 aprile. “La loro richiesta dettata dal buon senso e dalla volontà di aderire al lutto che li aveva coinvolti così da vicino – spiegano i dirigenti sindacali – ha scatenato le ire del datore di lavoro, che non ha dato il suo permesso alla fermata delle produzioni. I lavoratori hanno deciso allora di abbandonare la fabbrica e di rendere ugualmente omaggio alle vittime del terremoto. A pochi giorni di distanza, però, il datore di lavoro ha fatto pervenire loro tramite un telegramma la notifica di licenziamentoe ha sporto denuncia nei confronti del segretario generale della Flai Cgil dell’Aquila, Luigi Fiammata, con l’accusa di associazione a delinquere: il licenziamento collettivo - ha spiegato ieri il legale rappresentante della società, Camillo Colella, rappresenta la risposta ad un "disegno criminoso" di "famiglie del luogo" che, con l'appoggio proprio della sigla sindacale, vorrebbero 'riappropriarsi della gestione dell'azienda' di Canistro Terme.

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