sabato 24 ottobre 2009

"Killer" su Facebook, Feltri insiste: "Hanno ucciso virtualmente un quindicenne"

Gli "assassini" di Facebook colpiscono ancora: è questo il senso della nuova bufala di Feltri. Questa volta la vittima sarebbe un quindicenne, entrato nel mirino dei "serial killer" per aver difeso il premier sul gruppo "Uccidiamo Berlusconi". A darne notizia è "Il Giornale" dello stesso Berlusconi in un articolo pubblicato oggi a pagina 15: "Difende Silvio, ragazzino minacciato di morte". Il ragazzino in questione, racconta "Il Giornale" si chiama Roberto e la sua testimonianza è apparentemente agghiacciante: "Ho dato un'occhiata (al gruppo "Uccidiamo Berlusconi" che per la cronaca non esiste più da due giorni avendo cambiato titolo ndr), era catalogato come gruppo di svago, non avrei mai pensato una cosa simile. Ho visto i messaggi di insulti al presidente e uno aveva persino elaborato un piano di attacco a Palazzo Grazioli stile presa della Bastiglia". Pare un ragazzo sveglio, il quindicenne Roberto, rispettoso delle istituzioni ("il presidente"), fine conoscitore della Rivoluzione Francese ("la presa della Bastiglia") e delle residenze del premier ("Palazzo Grazioli"). Un enfant prodige, insomma, che però - precisa l'articolo de "Il Giornale"- "non fa politica, non è iscritto ad alcun partito, del resto è ancora troppo giovane". Non fa politica il fantomatico Roberto anche se, però, tra una citazione dei "Vangeli" e una presa di posizione a favore della Santanché (anch'essa intervenuta nel gruppo "Uccidiamo Berlusconi") trova prioritario scrivere a "Il Giornale" per denunciare le gravi minacce di morte subite dai fanatici del gruppo Facebook. Sì, perché il quindicenne è tosto: mica va a riferire le minacce alla mamma o alle forze dell'ordine. No, le racconta a Feltri con queste parole: "Ho scritto questa frase: fate tanto i campioni della democrazia -scrive Roberto sul gruppo-e poi volete ammazzare un uomo che è pure presidente del Consiglio, chi è senza peccato scagli la prima pietra". Una frase liberale insomma, quasi montanelliana che - racconta Roberto- scatena la furia omicida dei "killer": "Ho scritto questo pensiero, ho spento il pc, l'ho riaperto mezz'ora dopo e ho trovato centinaia di messaggi". E che messaggi: "Faccione di c... ti scuoio, ti vengo a cercare sotto casa brutto bastardo". Tanto basta a mettere in allarme Roberto. Già, perché "per i meccanismi di Facebook possono arrivare con facilità anche alla città in cui vive, al suo telefonino, al suo indirizzo". Adesso Roberto è spaventato ma "non vuole modificare la sua vita". Ha ricevuto la solidarietà di tanti amici cui ha raccontato l'episodio ma la sua vita è cambiata perché "almeno per ora ha dovuto modificare i suoi dati personali di Facebook". Una tragedia che "Il Giornale" chiarisce efficaciemente con questa conclusione: "Il gruppo anti-premier, virtualmente, lo ha ucciso davvero". A domani con un'altra fantastica storia!


Il link del "No Berlusconi Day" contro cui in realtà agisce Feltri: http://www.facebook.com/home.php?#/no.berlusconi.day?ref=ts&__a=1&_fb_iframe_path=%2Fno.berlusconi.day

venerdì 23 ottobre 2009

Quella manifestazione che fa tremare Silvio

Proveranno ancora ad attaccare Facebook da qui al 5 dicembre. E, forse, tenteranno altre strade se è vero, come tanti segnali più o meno chiari lasciano pensare, che il vero obiettivo di Berlusconi e dei suoi dipendenti è quello di impedire o depotenziare il "No Berlusconi Day", la "rivoluzione viola" (democratica, pacifica, silenziosa) nata per iniziativa di un gruppo di blogger democratici proprio su Facebook. Insomma, la manifestazione del 5 dicembre non s'ha da fare. Ripercorriamo con ordine la cronologia degli eventi. All'indomani della sentenza della Consulta sull'ex Lodo Alfano, ossia il 9 ottobre, nasce su Facebook il gruppo che convoca la manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi: migliaia di iscritti in poche ore. In men che non si dica il Tg4 di Emilio Fede parte all'attacco del social network proponendo un sondaggio (a pagamento) tra i propri telespettatori: "Secondo voi Facebook andrebbe chiuso?". Ma che domande: il 78% dei sondaggiati paganti risponde di sì, andrebbe chiuso. E perché? Semplice, secondo Fede, Facebook istigherebbe al suicidio. E come si spiegherebbe sennò, sempre secondo Fede, la tragedia del 15enne di Napoli, Carlo D’Unzo, che si è tolto la vita dopo aver annunciato il suicidio tre giorni prima su Facebook? Qualche giorno dopo, il 14 ottobre, "Il Giornale" di Berlusconi tira fuori la storia di un iscritto al Pd di Modena, il 22enne Matteo Mezzadri, che sul proprio status di Facebook si interroga su come sia possibile "che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi". Orrore! Un'espressione infelice che dà il via alla campagna di Feltri sugli "aspiranti killer" del web, paginate di allarmismi che tendono ad affermare una tesi: Berlusconi è in pericolo, troppa gente lo vuole morto. Per esempio, le "Brigate combattenti" che fanno pervenire una lettera (il 16 ottobre) alla redazione del Riformista, in cui si minaccia ancora una volta Berlusconi: "La sentenza sarà inevitabile". Ovviamente una lettera tarocca, "inattendibile" secondo gli investigatori, il "delirio di un matto" secondo Fini anch'esso minacciato dalle inesistenti "Brigate Combattenti". Nel frattempo, il gruppo Facebook che chiede le dimissioni di Berlusconi tocca i 50.000 iscritti. A quel punto interviene il sindaco di Roma, Alemanno, sguainando la spada di un'ordinanza che limita fortemente il diritto a manifestare per le strade della Capitale. Passano due giorni e a rivitalizzare l'allarme sicurezza per il Premier ci pensa ancora una volta "Il Giornale" che scopre "casualmente" su Facebook l'esistenza di un covo di "aspiranti killer", ben 11.000, che si riunisce nel gruppo "Uccidiamo Berlusconi": una pagina nata nell'ottobre del 2008 e che diventa, improvvisamente, la suprema minaccia all'incolumità di Berlusconi. Intervegnono ben tre ministri. Angelino Alfano: "Chi inneggia all'odio commette un reato penale". Roberto Maroni: "Stop alla pagina anti-Berlusconi. Non esiste un paese al mondo dove qualcuno può scrivere su un sito uccidiamo il premier". Franco Frattini: "Sono costernato, sembra un ritorno agli anni di piombo". Sono costernati al punto che, mentre la Procura apre un'indagine, i ministri scrivono a Palo Alto per chiedere l'immediata chiusura della pagina (che non è stata rimossa ma ha soltanto cambiato nome). Immediata la reazione del Pd che per bocca del suo segretario, Dario Franceschini, rivendica la par condicio del delirio: "Anche noi siamo stati minacciati su Facebook" mica solo Berlusconi. In realtà, la lista dei minacciati su Facebook è lunga e va da Marco Travaglio a Federico Moccia, da Virgola a Chuck Norris. Resta il fatto che, nel frattempo, il gruppo che chiede le dimissioni di Berlusconi tocca quota 90.000 iscritti, fonda comitati locali in ogni parte d'Italia e del mondo, richiama le attenzioni della stampa internazionale. Insomma, è pericoloso. Per questo c'è chi comincia a pensare che c'è da aspettarsi nuove offensive. Quali? "Lo scopriremo solo vivendo -spiegano gli organizzatori del No Berlusconi Day-. C'è da augurarsi soltanto che non si ispirino a pratiche di un cupo passato che sono esattamente quelle che la "Rivoluzione Viola" si propone di superare per dare finalmente vita ad un Paese migliore e più moderno, ad un'Italia deberlusconizzata."

Ci vediamo tutti sabato 5 dicembre, ore 14 in Piazza della Repubblica (Roma)
Il link della manifestazione: http://www.facebook.com/home.php?#/no.berlusconi.day?ref=ts
Il volantino: http://www.mediafire.com/?vt0yydtlny5
La mail del comitato: noberlusconiday@hotmail.it

venerdì 16 ottobre 2009

Il 5 dicembre tutti a Roma per dire: "Berlusconi dimettiti"


Il comitato "No Berlusconi Day", nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Ber...lusconi.
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Per aderire alla manifestazione nazionale il link all'evento è il seguente:
http://www.facebook.com/event.php?eid=152071197038&ref=ts

Per contattare il comitato potete scrivere all'indirizzo e-mail: noberlusconiday@hotmail.it

Per comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno e rimanere aggiornati sullo sviluppo dell'iniziativa iscrivetevi alla pagina Facebook del comitato:
http://www.facebook.com/pages/Una-manifestazione-nazionale-per-chiedere-le-dimissioni-di-Berlusconi/149702514283?ref=search&sid=1392606809.846880489..1

IL TESTO DELL'APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra "una dittatura"- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

Il Comitato No Berlusconi Day

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