Gli "assassini" di Facebook colpiscono ancora: è questo il senso della nuova bufala di Feltri. Questa volta la vittima sarebbe un quindicenne, entrato nel mirino dei "serial killer" per aver difeso il premier sul gruppo "Uccidiamo Berlusconi". A darne notizia è "Il Giornale" dello stesso Berlusconi in un articolo pubblicato oggi a pagina 15: "Difende Silvio, ragazzino minacciato di morte". Il ragazzino in questione, racconta "Il Giornale" si chiama Roberto e la sua testimonianza è apparentemente agghiacciante: "Ho dato un'occhiata (al gruppo "Uccidiamo Berlusconi" che per la cronaca non esiste più da due giorni avendo cambiato titolo ndr), era catalogato come gruppo di svago, non avrei mai pensato una cosa simile. Ho visto i messaggi di insulti al presidente e uno aveva persino elaborato un piano di attacco a Palazzo Grazioli stile presa della Bastiglia". Pare un ragazzo sveglio, il quindicenne Roberto, rispettoso delle istituzioni ("il presidente"), fine conoscitore della Rivoluzione Francese ("la presa della Bastiglia") e delle residenze del premier ("Palazzo Grazioli"). Un enfant prodige, insomma, che però - precisa l'articolo de "Il Giornale"- "non fa politica, non è iscritto ad alcun partito, del resto è ancora troppo giovane". Non fa politica il fantomatico Roberto anche se, però, tra una citazione dei "Vangeli" e una presa di posizione a favore della Santanché (anch'essa intervenuta nel gruppo "Uccidiamo Berlusconi") trova prioritario scrivere a "Il Giornale" per denunciare le gravi minacce di morte subite dai fanatici del gruppo Facebook. Sì, perché il quindicenne è tosto: mica va a riferire le minacce alla mamma o alle forze dell'ordine. No, le racconta a Feltri con queste parole: "Ho scritto questa frase: fate tanto i campioni della democrazia -scrive Roberto sul gruppo-e poi volete ammazzare un uomo che è pure presidente del Consiglio, chi è senza peccato scagli la prima pietra". Una frase liberale insomma, quasi montanelliana che - racconta Roberto- scatena la furia omicida dei "killer": "Ho scritto questo pensiero, ho spento il pc, l'ho riaperto mezz'ora dopo e ho trovato centinaia di messaggi". E che messaggi: "Faccione di c... ti scuoio, ti vengo a cercare sotto casa brutto bastardo". Tanto basta a mettere in allarme Roberto. Già, perché "per i meccanismi di Facebook possono arrivare con facilità anche alla città in cui vive, al suo telefonino, al suo indirizzo". Adesso Roberto è spaventato ma "non vuole modificare la sua vita". Ha ricevuto la solidarietà di tanti amici cui ha raccontato l'episodio ma la sua vita è cambiata perché "almeno per ora ha dovuto modificare i suoi dati personali di Facebook". Una tragedia che "Il Giornale" chiarisce efficaciemente con questa conclusione: "Il gruppo anti-premier, virtualmente, lo ha ucciso davvero". A domani con un'altra fantastica storia!Il link del "No Berlusconi Day" contro cui in realtà agisce Feltri: http://www.facebook.com/home.php?#/no.berlusconi.day?ref=ts&__a=1&_fb_iframe_path=%2Fno.berlusconi.day


