venerdì 23 aprile 2010

Berlusconi: "Gli uomini di Fini? Me li compro tutti"

Commento di Berlusconi (tratto da "Il Secolo XIX"): “È quasi finita, manca un niente e finalmente è fuori, non ne potevo più. Basta con quei suoi modi arroganti, con quel suo tono sprezzante. Lo avete visto? Sembrava uno venuto dalla Luna, l’ho provocato e poi umiliato. Ma ora glieli sfilo uno per uno, me li compro tutti“.

giovedì 15 aprile 2010

VIOLA, ecco perché la rete è il luogo della democrazia

Federico Mello è un giornalista de "Il Fatto" per il quale cura la pagina "Mondoweb"; è considerato tra i massimi esperti di social networking (e più in generale di web) presenti in Italia; è il primo che ha capito la portata del No Berlusconi Day e di tutto ciò che è venuto dopo quando nessuno avrebbe scommesso un soldo. Ho appena finito di leggere il suo libro dedicato a quell'indimenticabile esperienza, "Viola", prefazione di Marco Travaglio. L'ho letto d'un fiato, è un libro che trasuda passione, competenza ma è soprattutto la migliore e la più onesta ricostruzione storica del 5 dicembre che vi sia in circolazione. Per dirla con le parole di Mello nel libro "si racconta di blogger, cantautori web, redazioni facebook autogestite, mamme digitali e grafici virali. Ecco perchè la rete è il luogo della democrazia." Ve lo consiglio.

VIOLA, l’incredibile storia della manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi - di Federico Mello, Aliberti Editore

mercoledì 14 aprile 2010

Per la prima volta in Italia, la foto delle scritte lasciate sulla casa del papa


Per la prima volta in Italia (i giornali non l'hanno pubblicata) le scritte create con bomboletta spray blu trovate sulla facciata della casa natale di Benedetto XVI in Baviera. I messaggi sarebbero da collegare, secondo la polizia bavarese, allo scandalo pedofilia che sta colpendo la Chiesa. La foto è stata pubblicata in Germania dal quotidiano tedesco 'Passaue Neue Presse'.

martedì 13 aprile 2010

Emergency, la denuncia di un medico dietro il blitz degli afghani. Ecco il testo

Cosa c'è dietro il sequestro dei tre operatori di Emergency? A chi, davvero, serviva che le armi si trovassero dentro l'ospedale di Lashkar-gah? Quale verità si nasconde dietro il blitz della polizia afghana? Le risposte, forse, sono nel testo di una coraggiosa denuncia datata 18 febbraio 2010 e firmata da Matteo, uno dei tre cooperanti sequestrati a Kabul. Eccola:

afganistan: 18 febbraio 2010

Anche a Nadali, altro distretto non lontano dall'ospedale di Emergency a
Lashkar-gah, stanno combattendo ormai da giorni.
Akter Mohammed è arrivato poco fa con il padre Wali Jan, un uomo di almeno 60 anni con una folta barba bianca.
Un proiettile, uno solo, gli ha passato la testa da parte a parte.
È ancora vivo e lo stanno operando.
Il padre urlava e si dibatteva il petto, non solo per quello che hanno fatto a suo figlio, ma anche per il modo.
Akter era in casa sua, dietro a una finestra su cui batteva il sole.
La sua curiosità l'ha spinto ad avvicinarsi per vedere cosa stava succedendo fuori, con tutti quei rumori di blindati e di armi.
Un soldato ha intravisto una sagoma dietro il vetro e ha sparato. Colpo singolo alla testa.
Poi gli altri sono entrati in casa, urlando e facendo alzare le mani al padre, spingendolo con forza contro il muro.
In un angolo, sotto la finestra, hanno visto il risultato del proiettile esploso contro la sagoma che appariva alla finestra.
Un bambino di nove anni. Nove.
Appena l'hanno visto a terra ferito e spaventato, se ne sono andati. Senza una parola.
Non si abbandona così nemmeno un cane.
Matteo, Lashkar-gah

E l'Udc propone l'istituzione del consigliere comunale a vita


La notizia è di quelle cui si fa fatica a credere. Eppure, quando si tratta di consolidare gli interessi della casta, i nostri politici non pongono limiti alla fantasia né al buonsenso. La crisi? I deficit delle casse comunali? E chi se ne frega: se ci sono priorità vanno affrontate. Per esempio, quella dell'istituzione del consigliere comunale a vita, una sorta di senatore bonsai che manterrebbe stipendio e diritto di voto (seppur consultivo) anche dopo la scadenza del proprio mandato. Il privilegio sarebbe riservato agli ex sindaci. La proposta, già depositata alla Camera, è del parlamentare dell'Udc Domenico Zinzi (nella foto), neo presidente della provincia di Caserta.

"Terroristi, vittime o pirla"? Dal Giornale nuova secchiata di fango su Emergency



Il killer mediatico del regime, Littorio Feltri, colpisce ancora. Nessuna solidarietà ai nostri tre connazionali rapiti a Kabul: forse perché non sono mercenari ma semplici cooperanti al servizio della povera gente afghana? Per "Il Giornale" (in edicola oggi) quelli di Emergency a Kabul sono terroristi (foto sopra). O forse vittime. Al massimo pirla che "a furia di giocare col fuoco talebano si sono scottati". E Feltri invece cos'è? Ce lo spiega Aurelio Colosimo nella copertina alternativa (foto sotto) dedicata al direttore de "Il Giornale"

lunedì 12 aprile 2010

CLAMOROSO/ Trovate armi da taglio nel covo di Emergency


La polizia di Kabul, capeggiata dal talebano La Russa e dal mullah Frattini ha trovato pericolosissime armi da taglio nel covo di Emergency.

Lombardo attacca Alfano e annuncia: "Farò i nomi dei politici legati alla mafia"


Alfano? Il suo garantismo serve solo ai potenti". A lanciare l'ultima bordata contro il ministro della Giustizia è il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, su cui pende (assieme al fratello) un'inchiesta della Procura della Repubblica di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa: "Alfano manda gli ispettori soltanto per le inchieste che riguardano il premier" accusa Lombardo. Intanto, sono attese per domani (martedì) le "rivelazioni" annunciate da Lombardo nel corso della convention del suo movimento: "Farò i nomi dei politici legati alla mafia". Non è difficile ipotizzare a chi possa riferirsi, tra gli altri, il leader del movimento autonomistico siciliano. Sicuramente a Totò Cuffaro, ex governatore della Regione e oggi senatore dell'Udc, su cui pesa una sentenza per i suoi rapporti con i boss. Ma non solo: Lombardo potrebbe decidere di tirare in ballo i nemici interni del Pdl con i quali da oltre un anno intrattiene una guerra fratricida per la leadership nella regione. Sta per deflagrare il Pdl siciliano?

Frattini e La Russa tifano per i talebani


Le autorità afghane smentiscono la bufala del "Times" e di conseguenza tutti i giornali italiani che stamattina aprono premurosamente le prime pagine con la falsa notizia della "confessione" dei tre operatori di Emergency arrestati sabato a Kabul. Non c'è stata alcuna "confessione". Zero. Il blog ha già dato notizia della pronta presa di posizione del fascista Gasparri che chiede un intervento del governo contro l'organizzazione umanitaria. Oggi tocca all'altro fascista, il ministro della Difesa Ignazio La Russa che addita Emergency come un covo di infiltrati. E infine Frattini che, anziché intervenire contro l'abuso della polizia di Kabul, mette le mani avanti: "Se fosse vero sarebbe una vergogna".

Il blog esprime solidarietà a Gino Strada ed Emergency

domenica 11 aprile 2010

Gasparri attacca Emergency e chiede l'intervento del governo



Il capogruppo Pdl al Senato, il fascista Maurizio Gasparri attacca Emergency: "Già in occasione di altre vicende - sottolinea l'esponente del centrodestra - emersero opinabili posizioni e contatti di questa organizzazione. Ora, che ci fossero armi in luoghi gestiti da questa gente si è visto chiaramente su tutte le televisioni. Il nostro governo deve tutelare la reputazione dell'Italia che impegna le proprie Forze armate in Afghanistan e in altre parti del mondo a tutela della pace e della libertà minacciate dal terrorismo".

giovedì 8 aprile 2010

Godetevi la copertina di "Libero" in edicola oggi


Non solo interviste false per questo giornale finanziato con i nostri soldi ma anche sberleffi ai giudici e alle istituzioni (con i nostri soldi). Oggi un bel titolone che saluta la promulgazione della legge sul legittimo impedimento che sembra scritto direttamente da Berlusconi. Eh sì, è proprio il momento d'oro di Silvio. Godetevi la copertina dell'edizione odierna di "Libero"

mercoledì 7 aprile 2010

A volte penso che...


A volte penso che la piazza sia l'ultima cosa che ci resti di fronte al pensiero unico anticostituzionale. Penso che non dovremmo cedere alla rassegnazione e al piagnisteo. E penso che sia un dovere civile difendere la Costituzione. Poi mi guardo attorno e mi viene da piangere

San Precario

martedì 6 aprile 2010

Napoli, via i gay dal Vomero. Richiesta choc del consigliere Pdl


Andrea Fonsmorti, consigliere Pdl della V municipalità di Napoli, ha un chiodo fisso: i gay. Non li tollera, c'è poco da fare. Due anni fa, per esempio, riuscì a scongiurare la creazione di un registro per le Unioni civili presso la Municipalità: un'iniziativa di cui continua a vantarsi anche in presenza degli esponenti nazionali del partito come Mara Carfagna (vedi foto), ministro delle pari opportunità.


Adesso, però, i gay l'hanno fatta davvero grossa: gli hanno piazzato un circolo proprio accanto alla sede del suo club della libertà, "uno scempio per la comunità vomerese che sottare al quartiere decoro, decenza e pulizia". Come hanno potuto? Proprio a lui che è quotidianamente impegnato nella "difesa dei valori come quello della famiglia e della sacralità delle unioni".


Ma il consigliere non si scoraggia e chiede l'immediato trasloco del circolo gay sotto la casa del presidente della municipalità Mario Coppeto (accusato da Fonsmorti di ammiccare ai gay per ottenere i loro voti) e invoca allo stesso tempo un intervento del Cardinale e dei vertici del partito. Se volete lasciare un messaggio ad Andrea Fonsmorti andate qui . Nel frattempo è nato il gruppo Facebook contro il consigliere omofobo Fonsmorti.

Salvatore Borsellino sta male. Annullati tutti gli impegni


Un messaggio di Salvatore Borsellino apparso ieri su Resistenza Antimafia

"Cari amici, purtroppo l'infezione con la quale sto combattendo ormai da un mese si è ripresentata anche con maggior virulenza di prima proprio nel giorno di Pasqua e, agendo su un organismo ormai debilitato, mi ha definitivamente prostrato. Sono costretto a prendere una decisione drastica e a farmi ricoverare in ospedale. Con rammarico debbo quindi annullare tutti gli impegni presi per il mese di Aprile sperando di essere ancora sulla breccia a Maggio. Di questo mi scuso con tutti gli amici che hanno profuso tempo ed energie nell'organizzazione degli stessi incontri."

Salvatore Borsellino

Il blog augura a Salvatore una pronta guarigione. Su Facebook è nato il gruppo "Auguri di pronta guarigione a Salvatore Borsellino"

lunedì 5 aprile 2010

Migliaia di inglesi firmano contro il papa: "Ha riabilitato chi nega l'Olocausto"


Dalla Gran Bretagna doccia fredda per il Vaticano. 12mila inglesi hanno già sottoscritto la petizione presente sul sito di Downing street contro la visita di Benedetto XVI in programma a settembre in Inghilterra e Scozia. I firmatari chiedono al governo britannico di prendere le distanze dal papa dopo i numerosi scandali sugli abusi sui minori commessi in Europa e negli Stati Uniti. Ma non solo: la petizione contiene anche un riferimento alla remissione della scomunica (remissione voluta da Benedetto XVI cancellando) di Richard Williamson, il vescovo britannico divenuto famoso nel 2009 per lo scandalo suscitato dalle sue posizioni negazioniste sull'Olocausto.

domenica 4 aprile 2010

Libero e la catena delle menzogne. Spunta un editoriale-bufala del Corsera contro Obama


Dopo la falsa intervista allo scrittore americano Philip Roth pubblicata su Libero, il blog è riuscito a trovare questo reperto di inestimabile valore: un editoriale-bufala del Corriere della Sera contro il presidente Obama. E' il 29 novembre 2009 e il Corriere della Sera torna sulla questione (Roth contro Obama) scomodando addirittura una delle firme di punta del quotidiano di via Solferino, il terzista più terzista che esista: Pierluigi Battista. A Battista saranno tremati i baffi nel leggere le parole (mai pronunciate) di Roth contro Obama su Libero. E allora perché non togliersi qualche sassolino dalle scarpe e dimostrare ai "giacobini" che "i tiepidi" non sempre sono "meritevoli di ghigliottina" e che la categoria del "terzismo" è esattamente quella che caratterizza la più avanzate democrazie? E cosa c'è di più efficace di un editoriale-bufala per farlo? Le parole dell'editoriale di Battista (nelle foto), intitolato "Se Philip Roth diventa un disertore" sono dure, appassionate: "Ma come osa, lo scettico Philip Roth, a dirsi in una conversazione pubblicata da Libero un obamiano deluso, un democratico che si era appassionato per l' Obama capace di «risvegliare l' America dal suo torpore», di «dare vitalità e slancio a chi lo ascoltava» e che ora considera la politica del «suo» presidente «il nulla», «la banale quotidianità del potere»? Ma per fortuna (dell' America) l' America non è l' Italia.". Battista più che terzista ci sembra un piazzista.

sabato 3 aprile 2010

Quell'intervista falsa che fa tremare Belpietro. Ecco il testo originale occultato da "Libero"


Ecco il testo dell'intervista falsa (vedere post di ieri) allo scrittore americano Philip Roth pubblicata da Libero. Dell'intervista non troverete più traccia sul sito del quotidiano: scomparsa, occultata, rimossa . Noi siamo riusciti a trovarla grazie al blog TerraLigure che l'aveva conservata nella cache. La denuncia è stata rilanciata ieri dal New Yorker al quale Roth ha espresso tutta la propria indignazione. Intraprenderà invece le vie legali John Grisham, padre del legal thriller e vittima di un'altra intervista falsa.
IL TESTO ORIGINALE (ossia inventato da "Libero"):

«Obama? Una grandissima delusione. Sono stato fra i primi a credere in lui, ad appoggiarlo, ma adesso devo confessare che mi è diventato perfino antipatico». Philip Roth, forse il più illustre dei narratori americani d’oggi, autore di capolavori quali Lamento di Portnoy, Pastorale americana, Zuckerman scatenato e, da poco uscito in Italia, Indignazione, esprime con forza, per la prima volta, il suo giudizio fortemente negativo sull’attuale Presidente Usa. Ci tiene a farlo subito, nella nostra conversazione telefonica.

Quando lo si ascolta parlare, con quella sua voce bassa e appena rauca, in cui le parole escono a ritmo ora velocissimo ora esitante, con quel tono malinconico, inquieto, ma capace d’improvvise, fulminanti, accensioni d’ironia, sembra davvero di essere dentro una delle pagine dei suoi romanzi. È come se quella, proprio quella fosse la voce di tanti personaggi di Philip Roth.

«Arrivato a settantasette anni - spiega - mi piace parlare della realtà che ho attorno, una realtà che mi fa arrabbiare ma che mi interessa ogni giorno di più». E premette che non dirà molto sulla letteratura: «La letteratura mi è indispensabile, è la mia vita, ma non so cosa dirne, ogni discorso sui libri mi sembra superficiale, stupido, e molto noioso».

Parliamo subito di Obama, allora. Perché tanta delusione?

«Perché non ha fatto nulla, in questo primo anno, nulla di rilevante, nulla di diverso da quello che la banale quotidianità del potere lo portava a fare. Si dirà: la riforma sanitaria. Ebbene, quella è un’ottima novità per l’America, ma non basta. Sembra una bandiera sventolata per mascherare il nulla, perché i risultati di questa presidenza per ora sono il nulla».

Lei è stato un acceso sostenitore dell’elezione di questo Presidente…

«Sì, perché nella sua campagna elettorale c’era davvero qualcosa di nuovo, di straordinario. Con quelle sue espressioni “hope” e “change”, ripetute con un’efficacia mai vista, a metà fra il moderno slogan pubblicitario e la cantilena d’uno sciamano, Obama era riuscito a svegliare l’America dal torpore della sua frustrazione, da quel grande senso di impotenza, di ansia, di sfiducia che nell’ultimo decennio ha dominato il Paese. Era stato capace di dare vitalità e slancio a chi lo ascoltava. Non nascondo di essere rimasto quasi incantato a seguire i suoi discorsi, io che non sono certo facile ad entusiasmarmi per le parole… Allora ho creduto, e con me tantissimi americani, che fosse arrivato davvero un tempo nuovo per la politica, un tempo dove creatività e intelligenza si unissero alla capacità di ascoltare la voce di un Paese e di sapervi rispondere».

E invece?

«Invece, niente. Appena eletto, fin dai primi giorni del suo lavoro alla Casa Bianca, Obama si è come fermato, addormentato. Lui, che aveva scosso l’America, si è assopito nei meccanismi del potere. Ha continuato a ripetere le sue frasi più belle della campagna elettorale, ma non ha aggiunto nulla di nuovo, e soprattutto, non ha fatto seguire le azioni. Forse ha cominciato a pesare la sua inesperienza, forse è restato prigioniero di una eccessiva valutazione che la gente aveva di lui. Di fatto, i suoi discorsi hanno preso a girare a vuoto, sempre uguali, accompagnati da gesti, sguardi e sorrisi ormai ripetuti ossessivamente, che prima lo hanno reso simpatico e ora lo rendono fastidioso, quasi antipatico. E i risultati si vedono».

Quali risultati?

«L’America è confusa, frustrata. Quel diffuso senso di paura dell’ignoto, di ansia, di impotenza che l’11 settembre ha contribuito in modo decisivo a scatenare, lacerando le certezze, devastando insieme alle torri di New York anche la percezione che il Paese aveva di sé e della propria forza, è rimasto. Anzi, la crisi economica, figlia in qualche modo di quell’insicurezza, di quella sfiducia che regnano nelle persone, ha addirittura peggiorato le cose».

Obama ha deluso anche in politica estera?

«Sì. Con Bush vigeva la logica dell’intervento militare, della lotta contro il terrorismo fatta con le invasioni militari. Una logica a mio avviso sbagliata, e che si è dimostrata perdente. Ma almeno, chiara. Quale è la strategia di Obama? Nessuno ancora lo sa. Parla di dialogo, e va benissimo. Ma di fatto Al Qaeda è sempre più forte e organizzata, un regime pericoloso e delirante come quello iraniano sta attrezzandosi con l’arma nucleare e si attrezza per colpire Israele, e lui, il presidente, sembra eludere il problema. Con l’Iran un giorno sembra voler aprire una trattativa (ma non si può aprire una trattativa con chi è, in tante cose, l’erede dei nazisti!), e il giorno dopo riafferma la necessità della fermezza. Cosa vuole fare in Afghanistan? Nuove truppe o disimpegno? Approva e sostiene il governo israeliano o sta dando ragione ai palestinesi? Impossibile rispondere. Ma un dato di fatto è certo, e Obama mostra di non tenerne conto».

Cioè?

«Cioè che, come l’11 settembre ha dimostrato, oggi il nemico vero, paragonabile al nazismo degli anni Trenta, è l’estremismo religioso e sanguinario, il terrorismo soprattutto di matrice islamica. A mio avviso, il dialogo non serve. E con chi si dialogherebbe, del resto? Ma nemmeno serve, come faceva l’amministrazione Bush, invadere Stati, intervenire militarmente. Serve, piuttosto, un sostegno effettivo a quelle forze che, all’interno dei Paesi dove il fondamentalismo è più forte o dove è addirittura regime al potere, si battono per contrastarlo. E, insieme, dare più forza, poteri e credibilità all’Onu, riformandolo completamente. Quello che è meno utile, è questa confusione, questa assenza di una linea chiara nella politica estera americana: questo fa contenti gli oltranzisti e i terroristi, indebolisce chi vi si oppone, e, a livello interno, fa sentire l’America sempre più sbandata, sempre più cupa».

Come vede l’Europa?

«Politicamente, mi sembra che l’Europa non ci sia, non decida nulla, non conti nulla. L’Europa è la sua cultura, la sua storia. E di questa cultura, di questa storia, dovrebbe essere più fiera, mantenendo una sua peculiarità, una sua autenticità, senza diventare, chissà poi perché, seguace di mode e modelli che vengono da fuori. A me, come americano, l’Europa piace e incanta se è sé stessa, non una mal riuscita imitazione dell’America».

Capisco la sua volontà di non parlare di letteratura. Ma non resisto. Posso chiederle chi sono, oggi, i suoi autori preferiti?

«Sto rileggendo Singer, e lo trovo sempre più grande. Splendido e tristissimo. Ma non mi chieda di più».

Chi riconosce come suo maestro?

«Ecco, mi aspettavo la domanda. Il problema è che, quando scrivo, la scrittura nasce da un’esigenza di raccontare, troppo forte per essere frenata anche se a volte mi capita di fermarmi, di non riuscire ad andare avanti, di sentire che tutto è finito, che l’angoscia che ho dentro non lascia più posto alle storie, che le storie possibili sono state tutte uccise, costrette a non esistere, a non nascere. Quando attraverso quei momenti, e negli anni sono diventati più frequenti, a volte basta la frase di un romanzo che mi torna alla mente, la battuta di un personaggio in un libro, per tirarmi fuori dal buio, per ridarmi la possibilità e la capacità di scrivere. Ecco: l’autore di quella frase, di quella battuta, è in quel momento il mio indispensabile maestro. Un momento può essere Cechov, un altro Saul Bellow, un altro ancora, appunto, Singer. Posso risponderle solo così».

E Bernard Malamud?

«Riconosco di dovergli molto. È un autore che talvolta, a leggerlo, lascia senza fiato. Cosa gli devo e perché, lo lascio dire ai critici. Loro scoprono cose straordinarie, di cui noi autori neppure ci accorgiamo…».

Lei è da anni candidato al Nobel. Ma il premio non è mai arrivato. Come giudica questa ripetuta esclusione?

«Non ritengo che il mio pessimismo, la mia indignazione, la mia rabbia siano da Nobel, gli accademici svedesi hanno altri gusti, altri parametri… Ognuno fa le scelte che vuole, e non sono certo io a giudicarle giuste o sbagliate. Se cambieranno idea, andrò a Stoccolma e sarò contento di ricevere il premio. Però mi creda: non ci penso mai, anzi, questo diluvio di ipotesi che ogni anno mi arriva addosso con i primi freddi dell’autunno mi disturba non poco, non sopporto questo gioco delle candidature. Diano il Nobel a chi vogliono e basta così».

venerdì 2 aprile 2010

Sputtanamento mondiale per Belpietro. Il New Yorker: "Libero pubblica interviste false"


Uno sputtanamento di dimensioni globali per "Libero" che pubblica due interviste false del collaboratore Tommaso DeBenedetti-una allo scrittore Philip Roth e l'altra al mostro sacro del legal trhiller, John Grisham- contro Barack Obama.

La denuncia è del New Yorker: “Il mese scorso Roth è stato intervistato da Paola Zanuttini, per il quotidiano La Repubblica. Alla fine dell’intervista la giornalista ha chiesto allo scrittore come mai avesse usato parole così dure nei confronti del presidente Barack Obama. ‘Non ho mai detto nulla del genere’, ha risposto Roth. ‘È proprio il contrario di quello che penso. Credo che Obama sia fantastico’”.

“La notizia della falsa intervista si è immediatamente diffusa tra i blogger italiani. Il direttore di Libero ha espresso il suo imbarazzo e ha cancellato l’intervista dal web. Debenedetti ha spento il suo telefono cellulare e non si è fatto più vedere. Ma Roth era curioso di capire chi fosse. Così ha fatto delle ricerche e ha scoperto che Debenedetti aveva inventato una falsa intervista anche con John Grisham, che era stata pubblicata da tre quotidiani nazionali. Anche in quell’intervista Debenedetti attribuiva all’intervistato delle dichiarazioni contro Obama: ‘La gente è arrabiata con lui per non aver fatto niente di quello che aveva promesso’”

“La migliore spiegazione che posso trovare”, ha detto Roth, “è che questo misterioso freelance avesse in mente di trovare un modo per vendere articoli ai giornali attribuendo a scrittori americani famosi sentimenti antiobamiani. Ma non ho idea di cosa farà ora. Di sicuro la sua carriera è finita”. Nel frattempo, l'altra vittima delle interviste false, John Grisham, padre del legal thriller, ha deciso che intraprenderà le vie legali.
Fonte: The New Yorker

Su Facebook impazza Sega Nord


Roberto Mascilongo, tra i più quotati creativi che girano su Facebook e autore di pietre miliari del fotomontaggio artistico ha appena partorito la sua ultima creatura che sul social network è già diventato un cult. Dedicata alla Lega

giovedì 1 aprile 2010

Regionali, eletta l'igienista dentale di Berlusconi. Trombata l'ex velina Italia Caruso


Breve report sulle elezioni. Nicole Minetti, igienista dentale di Berlusconi ce l'ha fatta: è stata eletta al consiglio regionale della Lombardia (così come pure Giorgio Puricelli, fisioterapista del Milan). Del resto non poteva che farcela visto che è stata "candidata" nel listino blindato di Formigoni. Trombata, invece, Italia Caruso, ex velina candidata in Calabria in quota Pdl che si è però dovuta confrontare con le preferenze (poche: solo 266).

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